PIDDIELLE STALCHING: una rivoluzione low cost
Ho scoperto che si può diventare amici su facebook dei principali esponenti del PDL, senza trovare particolari ostacoli. Così, ho intrapreso una battaglia finalizzata al fastidio intellettuale, non violenta, a mani nude, a tratti rivoluzionaria, postando commenti di dubbio interesse politico-culturale sulle loro bacheche, come negli esempi che allego. E’ una nuova forma di protesta innovativa, dal basso, a costo zero, ai limiti del TSO.
Chiunque può fare altrettanto. Mi corre l’obbligo di ricordare, tuttavia, che questa è una manifestazione di dissenso non violenta. Vi invito, pertanto, a mantenervi nei limiti del lecito penale, evitando si sconfinare nell’insulto o nella molestia a mezzo internet, figura peraltro controversa a livello giurisprudenziale. Potremmo chiamarci gli sdengados: SDENGADOS DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI.
Se avete problemi di cataratta, per meglio visualizzare la foto, cliccateci di sopra col mouse e si aprirà in un’altra pagina, molto più grande. Che poi è anche una bella metafora di vita.

Angelino Alfano, potenziale futuro Presidente del Consiglio, così si rivolge alla Nazione, mentro lo spread è a 3000.
Qui di seguito, infine, riporto la testimonianza diretta del mio tentativo di infiltrarmi all’interno della pagina ufficiale del Popolo delle Libertà, accreditandomi come loro sostenitore. Ho agito sotto copertura, cercando di condensare in poche battute alcune massime imparate passivamente in 17 anni di Berlusconismo.
Segnalo che, in data 10.11.2011, quattro giorni dopo avere iniziato la mia battaglia a costo zero, il Presidente del Consiglio dei Ministri On. Silvio Berlusconi ha rassegnato le sue future dimissioni al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Questo il resoconto stenografico del suo discorso:
“Mi dimetto dopo Tarapìa tapiòco, brematurata come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro sennò posterdati. Ma allora io le potrei dire, anche con il rispetto per l’autorità, che anche soltanto le due cose come legge di stabilità, ha capito?”.
A’ veniri baffone.
Talia chi pollici veddi ca’ aiu.
Io lo so che a molti era sfuggito. Questo avviso è apparso a pag. 38 de La Sicilia, Domenica 25 settembre 2011. L’idea mi è sembrata subito rivoluzionaria. In buona sostanza, uno adotta una “porzione di verde”, tipo un’aiuola, una rotatoria, uno spartitraffico o un posacenere, gli mette dentro piante tropicali e fiori, gli dà un po’ d’acqua tutte le mattine, si preoccupa della manutenzione per tre anni, ed in cambio potrà apporre dei cartelli pubblicitari con il proprio nome o con quello della propria azienda, tipo “Questa aiuola e’ gentilmente offerta dalla Macelleria Pappalardo & figli, carne equina su misura, dal 1956“.
Appena si è diffusa la notizia, pare che la rotatoria di via del Rotolo sia stata subito adottata dai Fratelli Cristaldi che, dopo essersi impegnati verbalmente con l’amministrazione comunale, per farsi pubblicità, ci sono saliti di sopra con tutto il camion dei panini: e ora, nell’attesa che le patatine raggiungano il punto di cottura, i clienti possono girarci attorno con lo scooter.
Rimane, però, ancora libera l’aiuola sotto gli archi della Marina, peraltro dotata di un ottimo punto espositivo. Chi fosse interessato, tuttavia, oltre a curare il verde, si deve calare nello stato di famiglia anche i cani randagi che ci abitano da tre anni. Non sono cattivi, ma mangiano quanto Galeazzi.
E così, un pezzo alla volta, adozione dopo adozione, rotatoria dopo rotatoria, aiuola dopo aiuola, spartitraffico dopo spartitraffico, posacenere dopo posacenere, il verde di Catania verrà curato senza dispendio di soldi pubblici.
Certo, poi bisognerà pensare ad adottare anche tutto il resto della città. Ed allora, i lampioni di Corso Italia li attaccheranno al contatore di Gigi Tropea, la Tarsu sarà notificata sui tovaglioli di Savia, i serbatoi delle macchine dei vigili urbani saranno riempiti con il tamarindo di Giammona.
Fino a quando, un giorno, non molto lontano, credo, anzi lo sento, arriveremo ad adottare anche il Sindaco, tutto d’un pezzo, sano. Che non servirà più. E finalmente, su quella poltrona, metteremo a sedere uno a caso, tipo Marco Predolin. In carne e ossa.
Facevo tutte queste riflessioni stamattina, mentre ero in coda nella nuova via Vittorio Emanuele: una notte di settembre ho posteggiato e l’indomani mi sono trovato nel senso opposto. Avrei anche potuto adottare uno scooter per arrivare prima in piazza Alcalà, ma il nuovo piano viario ha assorbito le mie intuizioni. Breve inciso: si potrebbe cambiare anche il senso di marcia della via di Sangiuliano, trasformando la salita in discesa; così a Sant’Agata avremo la “calata di Sangiuliano” e il fercolo ce lo andremo a riprendere a San Giovanni Li Cuti alle 5 di mattina.
Tutto questo, a Catania, in un giorno qualunque. Poi, mi è capitato di fermarmi e di notare una gallina che si era smarrita, in pieno centro storico. Sollevato, ho smesso di dare un senso alle mie domande e mi sono sentito meno solo.
Per chi fosse interessato, questo è il bando per adottare un pezzo di Catania: AVVISO PUBBLICO DI SELEZIONE DI SPONSOR.
Il maschio della Lapa
Milano, 7 settembre 2011
Ciao, mi chiamo Lapo, e non so se sono più intelligente perché sono proprietario della Fiat e però giro strade strade con un Suv, perché ho un Suv bello grosso e me lo sono verniciato come un carrarmato per non farmi notare, perché scrivo carrarmato e non so scrivere carro armato, perché ho posteggiato il mio Suv degli Original Marines sopra le rotaie del tram, impedendone il passaggio per mezz’ora, perché mi sono messo un cappellino di lana a settembre, perchè mi piace il salame anziché la patata, oppure, molto più semplicemente, perchè mi chiamo Lapo.
Lapo, che ancora negli Usa se lo ricordano, e non perchè ha inventato la pennicillina, ma perchè seduto in prima fila durante una partita di basket, si alzava in piedi per stoppare una palla ancora in gioco, ostacolandone la presa ad un giocatore dei Raptors. Lapo, che in fondo non posteggia in maniera diversa da un catenese medio, magari nel suo caso medio-alto, Lapo che continua a farsi chiamare Lapo, quando chiunque alla domanda “Ciao, come ti chiami?” risponderebbe “Ciao, Orazio sono”. Lapo, il maschio della Lapa.
L’On. Domenico Scilipoti ed il problema delle parafarmacie
Questo è il testo della mail che ho inviato all’On. Domenico Scilipoti all’indirizzo scilipoti_d@camera.it, dallo stesso indicato alla trasmissione “In onda“, su La7, nell’immediatezza di quel travaglio interiore che lo portò a passare dall’opposizione al Governo.
Egregio Onorevole Domenico Scilipoti da Barcellona Pozzo di Gotto, provincia di Messina,
avendo anzitutto apprezzato che Ella si esprime usando la terza persona singolare, parlando di sè, abitudine di cui in Italia è portatore sano solo il Mago Otelma, premetto che nel proseguio di questa missiva telematica mi rivolgerò all’Onorevole Scilipoti come se fosse una terza persona, distinta tra me e Lei medesimo.
Ciò posto, sommessamente scrivo a Lui, l’Onorevole Domenico Scilipoti, non a Lei, per esprimergli la mia più sincera solidarietà e vicinanza, in un momento di così grande travaglio interiore, psicologico ed intellettuale.
Invero, pur rischiando di collocorami al di fuori di quell’elite borghese e comunista che non ha compreso il senso del suo, di Lui, percorso politico dell’ultima settimana, giudico coraggiosa, anzichè temeraria ed interessata, la Sua scelta di abbandonare l’Italia dei Valori, partito tra le cui fila è stato eletto al Parlamento, due anni orsono.
Ciò dico, dopo aver ascoltato in una sua, di Lui, intervista nella quale affermava che non era più possibile stare ancora “all’interno di un partito dove si parla di medicina non convenzionale e di agopuntura e si dice che sono degli stregoni…dove si parla di parafarmacie e si dice che quello che dico io non ha valore perchè il Responsabile della Sanità dice cose diverse da quelle che dico io“.
Ritengo altresì, di contro, che la scelta, di Lui, di votare la fiducia al Governo Berlusconi, qualche giorno dopo essere fuoriuscito dall’Italia del Valori ed aver fondato il “Movimento di responsabilità nazionale“, sia pienamente coerente con la diaspora culturale dai valori dell’Italia dei Valori e con i valori del Partito delle Libertà, Libertà da intendersi anche come Libertà dell’agopuntura e delle parafarmacie.
Da sempre, infatti, il Presidente del Consiglio è particolarmente sensibile alle istanze della medicina non convenzionale e, se deve scegliere dove comprare i cerotti, non ha dubbi nel preferire le parafarmacie alle farmacie, anche a pena di perdere i voti delle Lobby delle Farmacie, che in Italia continuano a praticare un vergognoso cartello a discapito delle parafarmacie: ma Lui, l’Onorevole Scilipoti, non Berlusconi, si è mai chiesto come mai l’aspirina si deve pagare così tanto, quando si potrebbe stare a letto per tre giorni? E le garze, non sono forse fatte di materiale sintetico facilmente surrogabile con vestiti dismessi?
Coraggio. Vada avanti. Parafarmacia è bello. Attendo Lui a Catania per organizzare una conferenza su “Parafarmacia oggi: differenze e distinguo culturale con le farmacie“.
Con stima, un cittadino italiano che compra sempre garze, cerotti, prodotti omeopatici, siringhe, bagnischiuma, erbe, tisane, zoccoli del Dr. Scholl’s, medicine non convenzionali per i calli ai piedi, dentifrici alle erbe, nelle migliori parafarmacie.
E si ricordi che in Sicilia un paio di farmacie fanno “na para farmacia“. Mi inquino.
Avv. Mattia Serpotta,
sul punto ancora incensurato
Catania intuppa Catania
Istruzioni per l’uso: premere Play. Se il video non dovesse visualizzarsi, cliccate sulla scritta “guarda su youtube“.
In un periodo di discutibile impegno professionale, umano e psicologico, mi sono fatto un giro per le strade di Catania con una macchina fotografica ed una videocamera in mano.
Questo video descrive le condizioni di quelle strade sotto l’amministrazione del Sindaco, Umberto Scapagnini, dell’Assessore ai Lavori Pubblici, Filippo Drago, dell’Assessore alla Manutenzione stradale, Salvatore Santamaria.
Ad oggi, la situazione è pressocchè identica. In compenso, Umberto Scapagnini è stato eletto in Parlamento, Filippo Drago è stato eletto Sindaco di Acicastello e/o Acitrezza – dove in estate istituisce un’isola pedonale per le moto, i motorini e le lape, ma non per le auto; a meno che dici ai vigilantes piazzati all’ingresso del paese che sei residente o parente di un residente (o anche un suo affine, amico, conoscente, ex compagno dei Salesiani), all’occorrenza esibendo semplicemente un documento di identità stampato su un tovagliolo dell’Eden Bar, allora puoi entrare nell’isola pedonale anche con un autorticolato -, Salvatore Santamaria è tornato a fare quello che faceva prima di fare l’Assessore.
A tutti loro rivolgiamo sempre e comunque un doveroso grazie.






























