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Dibattito sulla natura giuridica del Viale Mediterraneo

Catania: Via Vincenzo Giuffrida - Viale Meditterraneo

Catania: Via Vincenzo Giuffrida - Viale Meditterraneo

Se, almeno una volta nella vostra vita, avete messo un piede fuori dalla porta di casa, la foto che avete appena visto deve avervi suggerito un messaggio subliminale: al di là di quel cartello, c’è un tratto autostradale.

Questa foto l’ho scattata nel 2007, a Catania, nel punto esatto in cui Via Vincenzo Giuffrida misteriosamente si trasforma in Viale Mediterraneo, congiungendo il centro della città con il casello di San Gregorio. Ma se l’avessi scattata nel 1977, un anno prima della mia nascita, il suo contenuto sarebbe stato  identico: un cartello stradale che avvisa l’automobilista (a bordo della sua FIAT 128) e/o il motociclista (in sella alla sua MOTOGUZZI) dell’inizio di un tratto autostradale.

Ebbene, come è noto, sul quel tratto autostradale, tra maggio e settembre 2007, la Polizia Provinciale di Catania ha elevato decine di migliaia di multe per eccesso di velocità (limite  massimo consentito: 60 Km/h), successivamente revocate dall’Amministrazione provinciale.

Sono entrato in possesso del comunicato stampa della Provincia regionale di Catania dell’11 ottobre 2007, con il quale venivano anticipate le ragioni del provvedimento di annullamento dei verbali:

In base ad una interpretazione della Prefettura, il viale Mediterraneo, il raccordo cioè che collega via Vincenzo Giuffrida con il casello di San Gregorio, deve intendersi tratto autostradale, quindi la competenza unica ed esclusiva e della Polizia stradale [la e senza accento, come potrete verificare, non è mia, ma del comunicato stampa della Provincia][1]. Tutti i verbali sono, quindi, nulli: non vanno pagati. Chi ha già pagato sarà rimborsato”.

Ho riletto, allibito, il  comunicato decine di volte e mi sono fermato ad immaginare lo scenario surreale che deve aver portato la Provincia di Catania ad adottare questa decisione.

Deve esserci stato qualcuno che lavora alla Provincia di Catania che deve aver sollevato il telefono della Provincia di Catania per chiamare qualcuno che lavora alla Prefettura di Catania: “Buongiorno, chiamo dalla Provincia di Catania. Senta una cosa…ma il Viale Mediterraneo che è un tratto autostradale o no?

Dall’altra parte della cornetta, deve esserci stato un uomo letteralmente sorpreso dalla domanda a tradimento, che quella mattina tutto immaginava, tranne che interrompere la lettura del proprio giornale. Così, dopo aver sollevato di scatto i piedi dalla propria scrivania, deve avergli risposto: “Senta, ma…ma…io non lo  so…Però ora chiedo a qualcuno, mi informo e la richiamo”.

Alcuni giorni dopo, quello della Prefettura deve avere richiamato quello della Provincia. “Senta, si sono io, guardi che ho parlato con l’ufficio legale…Secondo la nostra interpretazione, il Viale Mediterraneo è un tratto autostradale”.

E l’altro: “Minchia, ma come un  tratto autostradale…Ma che vero mi dice? Ma da quando? E ora che facciamo? Tutte le multe che fino a questo momento ha fatto la Polizia Provinciale sono nulle allora…E certo…perché se è un tratto autostradale la competenza per elevare le multe e (senza accento) della Polizia Stradale…”

Se solo avessi potuto intercettare abusivamente questa telefonata, mi sarei inserito coattivamente nella conversazione tra i due e avrei detto loro:

Ragazzi, ascoltatemi. La colpa non è vostra, lo so, ma di chi vi ci ha messo. Però, amici miei, qui si esagera…Il Viale Mediterraneo è un tratto autostradale da 30 anni. Se avevate dubbi, vi sarebbe bastato fermarvi alla fine di Via Vincenzo Giuffrida per contemplare quel grosso cartello di 3 m x 5 m, che in verità non passa del tutto inosservato. Vi sembrerà assurdo, lo so, ma è messo da sempre lì per fugare ogni dubbio e per soddisfare domande come le vostre: appena oltrepassate quel cartello, amici miei, ha inizio un tratto autostradale”.

In un Paese normale, chi avesse costretto le casse della Provincia di Catania a sostenere i costi della notifica a decine di migliaia di cittadini del provvedimento di annullamento delle multe precedentemente elevate, addebitando ad una “interpretazione” della Prefettura quello che già comunica un semplice segnale stradale, chi avesse partorito una “interpretazione” di un segnale stradale, senza chiudere il telefono in faccia a chi gliela richiedeva, un corpo di Polizia che avesse elevato decine di migliaia di multe, non rendendosi conto di trovarsi su un tratto che sempre lo stesso cartello indicava come tratto autostradale, si sarebbero aperti in società una ferramenta e colori.


[1] http://www.provincia.catania.it/moduli/cstampa/cstampas2.asp?id=5173

Categories: CATANIA IN MUTANDE
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