Chi fini fici u cavaddu?
Qualche giorno fa, mi trovavo a passare dai chioschi di piazza Umberto. Mentre ero lì, intento a chiedermi se per il mio reflusso gastroesofageo fosse meglio il tamarindo al limone o una lavanda gastrica, la mia attenzione si è rivolta al centro della piazza, ipnotizzata dalla scomparsa dello “Stallone ferito“, opera magistrale dello scultore siciliano Francesco Messina (per intenderci: uno che nella sua vita aveva fatto intendere più volte che gli piaceva scolpire i cavalli e che poteva, quindi, fermarsi tranquillamente a quello della Rai e ai quattro di bronzo della collezione Leone, invece di venirne a scolpire un altro al centro di Catania, tra l’altro, preferendo optare per un bello stallone a gambe aperte, con un palo dell’Enel in mezzo alle gambe, piuttosto che per un cavallo dormiente o per una cavalla, scelta che non avrebbe costretto un fedele a saldargli chirurgicamente un paio di mutande di metallo durante la processione della Madonna del Carmine il 19 luglio del 2002).
Ad oggi, mi risultano ignoti i motivi della scomparsa della statua. Attendendone con ansia il ritorno, ho ventilato una serie di ipotesi sulle possibili cause della dipartita. Partecipa al sondaggio in calce (in fondo, va) al post. Puoi suggerirmi la verità o alternative.




















