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L’On. Domenico Scilipoti ed il problema delle parafarmacie

Questo è il testo della mail che ho inviato all’On. Domenico Scilipoti all’indirizzo scilipoti_d@camera.it, dallo stesso indicato alla trasmissione “In onda“, su La7, nell’immediatezza di quel travaglio interiore che lo portò a passare dall’opposizione al Governo.

Egregio Onorevole Domenico Scilipoti da Barcellona Pozzo di Gotto, provincia di Messina,

avendo anzitutto apprezzato che Ella si esprime usando la terza persona singolare, parlando di sè, abitudine di cui in Italia è portatore sano solo il Mago Otelma, premetto che nel proseguio di questa missiva telematica mi rivolgerò all’Onorevole Scilipoti come se fosse una terza persona, distinta tra me e Lei medesimo.

Ciò posto, sommessamente scrivo a Lui, l’Onorevole Domenico Scilipoti, non a Lei, per esprimergli la mia più sincera solidarietà e vicinanza, in un momento di così grande travaglio interiore, psicologico ed intellettuale.

Invero, pur rischiando di collocorami al di fuori di quell’elite borghese e comunista che non ha compreso il senso del suo, di Lui, percorso politico dell’ultima settimana, giudico coraggiosa, anzichè temeraria ed interessata, la Sua scelta di abbandonare l’Italia dei Valori, partito tra le cui fila è stato eletto al Parlamento, due anni orsono.

Ciò dico, dopo aver ascoltato in una sua, di Lui, intervista nella quale affermava che non era più possibile stare ancora “all’interno di un partito dove si parla di medicina non convenzionale e di agopuntura e si dice che sono degli stregoni…dove si parla di parafarmacie e si dice che quello che dico io non ha valore perchè il Responsabile della Sanità dice cose diverse da quelle che dico io“.

Ritengo altresì, di contro, che la scelta, di Lui, di votare la fiducia al Governo Berlusconi, qualche giorno dopo essere fuoriuscito dall’Italia del Valori ed aver fondato il “Movimento di responsabilità nazionale“, sia pienamente coerente con la diaspora culturale dai valori dell’Italia dei Valori e con i valori del Partito delle Libertà, Libertà da intendersi anche come Libertà dell’agopuntura e delle parafarmacie.

Da sempre, infatti, il Presidente del Consiglio è particolarmente sensibile alle istanze della medicina non convenzionale e, se deve scegliere dove comprare i cerotti, non ha dubbi nel preferire le parafarmacie alle farmacie, anche a pena di perdere i voti delle Lobby delle Farmacie, che in Italia continuano a praticare un vergognoso cartello a discapito delle parafarmacie: ma Lui, l’Onorevole Scilipoti, non Berlusconi, si è mai chiesto come mai l’aspirina si deve pagare così tanto, quando si potrebbe stare a letto per tre giorni? E le garze, non sono forse fatte di materiale sintetico facilmente surrogabile con vestiti dismessi?

Coraggio. Vada avanti. Parafarmacia è bello. Attendo Lui a Catania per organizzare una conferenza su “Parafarmacia oggi: differenze e distinguo culturale con le farmacie“.

Con stima, un cittadino italiano che compra sempre garze, cerotti, prodotti omeopatici, siringhe, bagnischiuma, erbe, tisane, zoccoli del Dr. Scholl’s, medicine non convenzionali per i calli ai piedi, dentifrici alle erbe, nelle migliori parafarmacie.

E si ricordi che in Sicilia un paio di farmacie fanno “na para farmacia“. Mi inquino.

Avv. Mattia Serpotta,

sul punto ancora incensurato

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