Il caso Fabrizio Crispino
LIBERAMENTE TRATTO DA
Dopo i misteri di Ustica e la strage di Capaci, dopo l’omicidio del gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa e la fine del bandito Salvatore Giuliano, dopo la scomparsa di Franco Franchi e di Ciccio Ingrassia, dopo la fuga di Totò Schillaci in Giappone e l’elezione di Totò Cuffaro alla Regione , una nuova inchiesta condotta da Carlo Lucarelli prova a far luce su una delle ferite più scottanti della recente storia siciliana:
IL CASO
FABRIZIOCRISPINO
Dagli studi RAI di via Nomentana, conduce Carlo Lucarelli
Sono le 18.00 dell’ 1 maggio 2005…Entroterra siciliano…La primavera qui è arrivata già a febbraio…L’acqua…l’acqua nelle case, invece, se ne è andata già a gennaio…Gente strana i siciliani……gente che con la mandorla ci fa il latte…con il budello di suino ci fa il “sangeli“…con la gelatina di maiale ci fa lo “zuzzu“…con il piede di porco ci fa i furti nelle abitazioni. La Sicilia…la Sicilia di Luigi Pirandello, la Sicilia di Giovani Verga, la Sicilia di Leonardo Sciascia, la Sicilia di Andrea Camilleri, la Sicilia di Mario Ciancio…la Sicilia a maggio sembra un paesaggio dipinto da Josè Spacchigno.
Sono le 18.00 dell’ 1 maggio 2005…in Sicilia…Sulla S.S. 134 Sciacca-Agrigento fa un caldo infernale…All’altezza del Km 44, sfreccia veloce una BMW full-optional…Alla guida c’è un uomo con un paio di occhiali Cartier, BLUETOOTH, di forma esagonale: li ha pagati in leasing…Una foto scattata da un autovelox montato su una FIAT 126 della polizia municipale di Ragalmuto, rileverà che la velocità dell’autovettura era di 220 km/h…In quella foto, il conducente apparirà con il piede sinistro fuori dal finestrino, una Marlboro appena accesa in mano, le infradito legate allo specchietto retrovisore e il triangolo di emergenza attaccato con la ceralacca al lunotto posteriore, verosimilmente per sbeffeggiare gli stessi vigili urbani…
Sono le 18.00 dell’ 1 maggio 2005…in Sicilia…Alla guida di quella BMW full-optional c’è FABRIZIO CRISPINO…Sta percorrendo la strada che lo riporterà a Catania: accanto a lui, siede il suo stalliere, MARIO LA PORTA. Tornano insieme a casa, dopo aver trascorso tre giorni in compagnia dei loro amici, nel villaggio turistico di Torremacauda.
Dal verbale di sommarie informazioni di MARIO LA PORTA, rese alla Polizia di Stato di Enna, l’1 maggio 2005:
“A.D.R. Ricordo che mentre stavamo percorrendo la strada verso casa, all’improvviso, Fabrizio si è voluto fermare ad Agira. Inizialmente, non capivo il perchè. Avevamo appena finito di mangiare 2 Kg di pane e panelle che avevo comprato la settimana prima a Palermo, e che ci eravamo riscaldati nel forno a microonde che Fabrizio si era fatto installare, da un amico tecnico della Whirpool, nel vano cruscotto della BMW. Pensai che ne avesse risentito a livello gastrointestinale e che ne volesse, diciamo, rilasciare gli effetti in bagno, perchè il waterclose del portabagagli era già precedentemente intasato. Oppure che avesse semplicemente bisogno di una biochetasi. Invece, ho visto Fabrizio tranquillamente scendere dalla sua macchina e comprare un discreto quantitativo di cassatelle di Agira: mi disse che erano per il suo cane. Poi io sono andato in bagno e, al mio ritorno, lui era scomparso. Non so riferire altro. Sono appreso“.
E’ un attimo, è un istante. Alle 18.15 dell’ 1 maggio 2005, Fabrizio Crispino scompare all’Autogrill di Agira. Della sua BMW nessuna traccia…Al telefonino non risponde…Mario La Porta si aggira ad Agira da solo: è perso, è smarrito, è appreso. Fabrizio lo ha abbandonato vicino al guardrail…come uno di quei cani con cui lui ha a che fare quotidianamente. Un destino beffardo per il povero La Porta.
La nostra storia…la storia di Fabrizio Crispino, incomincia qui.
Chi è Fabrizo Crispino? Cosa ha spinto un uomo a scomparire, o peggio, ad essere costretto a scomparire all’apice del suo successo personale ed imprenditoriale? A chi faceva comodo la sua uscita di scena? Quali interessi c’erano in gioco? Quali pentole non dovevano essere scoperchiate? Ha forse pestato i piedi a qulcuno senza scarpe? Forse l’ombra della mafia russa? dei Servizi Segreti? delle multinazionali di mangimi per animali? e cosa è successo davvero a Torremacauda in quei tre giorni?
Dobbiamo fare un passo indietro per capire…Uno di quei flash back di un noir francese alla Jacques Ecravàt.
…E’ la pasquetta del 2005…Crispino si trova ad Honolulu, ad un party in casa di JIMMY MANIKALUNGA, l’Ambasciatore italiano presso le Isole Hawaii. E’ lì dietro suggerimento del suo commercialista, TURI ATTARDI: vuole risolvere alcuni problemi con il fisco italiano…Ha appena avviato le pratiche per trasferire lì la residenza anagrafica: provenienza ACICASTELLO, CATANIA. In casa Manikalunga, Crispino incontra MATTIA SERPOTTA…Prego la regia di mandare in onda la diapositiva n. 1
Serpotta, visibilmente sovrappeso, sta curando personalmente, a spese dello Stato italiano, una rogatoria internazionale con il Ministro di Grazia e Giustizia delle Hawaii, in relazione ad un presunto traffico illecito di camicie locali e coppole siciliane in radica, a suo dire, fraudolentemente nascoste all’interno di angurie RAMETTA, già appositamente dopate con il NANDROLONE rinvenuto nelle farmacie della Juventus a Villarperosa, e poi introdotte nel territorio italiano con la spregiudicata compiacenza di funzionari della dogana dell’Aereoporto internazionale Fontanarossa di Catania.
Crispino appare affascinato da quel business, ma intuisce subito che la via da percorrere per realizzarlo lecitamente in Italia è un altra: surgelare tutto il materiale e imbustarlo. Tra i due scoppia inevitabilmente la simpatia, subito sfociata in un pericolosissimo sodalizio fatto di CORRUTTELE e COPERTURE POLITICO-GIUDIZIARIE. Prego la regia di mandare in onda la diapositiva n. 2
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…Un mese dopo essersi conosciuti, Crispino e Serpotta apprendono di avere un amico in comune, uno di quelli buoni: è l’astro nascente della politica siciliana, MANLIO MESSINA. I tre, dietro organizzazione della EATERS MANAGEMENT s.p.a. (di cui Messina è azionista di maggioranza, unitamente a UCCIO RAPISARDA, STEPHEN DI STEFANO, NINO BONACCORSI e ALESSIO SPATARO, quest’ultimo, neanche a dirlo, amministratore delegato con potere di rappresentanza e di firma digitale), per la cifra simbolica di 200 EURO, si ritrovano nel “villaggio turistico” di TORREMACAUDA (SCIACCA), dove Messina vuole presentare agli amici, nonchè agli amici degli amici, il suo progetto di rinnovamento per Catania.
Manlio Messina ha appena fondato una nuovo partito, denominandolo, dopo aver consultato i maggiori guru della comunicazione, “GIOVANE ALLEANZA“. A Catania non si parla d’altro…Da Raffaele Lombardo ad Enzo Bianco, da Umberto Scapagnini a Salvo Pogliese, da Anna Finocchiaro a Filippo Drago, tutti i politici locali, pur di rimanere incollati alle proprie poltrone, ora messe a repentaglio dalla ventata di rinnovamento proposta dal giovane candidato di Sant’Agata li Battiati, prendono d’assalto le “Ferramenta e Colori” della città, per acquistare gli ultimi STICK DI BOSTICK disponibili.
Messina non bada a spese e a Torremacauda convoca un PARTERRE D’ECCEZIONE. Ci sono:
i CAROVANA STRAMBA, DARIO VERGASSOLA, FRANCO BATTIATO, MANLIO SGALAMBRO, l’interprete di MANLIO SGALAMBRO, RICKY GIANCO, i BRIGANTINI, BRIGANTONI, i BINZ, i BOPPINGHIZ, i BOPPINGEA BOPPEROP, i DENOVO, DINUOVOIDENOVO, i FLOR DE MAL, MARIO SCARAMELLA, MARIO NETTA, MARIO VENUTI, LUCA MADONIA, le MOROSITAS, LOS PAPPAGALLOS, i CANTARANOS, i SAUTAIATTA, GIAMPIERO MUGHINI, FRANCO ZUCCALA’, ADRIANO POLENTA, GIORDANA PROTO, l’arbitro BYRON MORENO, MARCELLA BELLA, a ZA’ ROSA, SICALI GOMME, LUCIANO MESSINA, GINO ASTORINA, DAVID SIMONE VINCI, BEBO STORTI, GEGIA, le TAGLIOLE, le BRACIOLE, le CIPOLLATE, JERRY CALA’, FABIO ALLIA, MARCO ALLIA, KETTY RANNO, ALBERTO RANNO, PIPPO PATTAVINA, PIPPO BAUDO, PIPPO XIMENES, PIPPO PIPPO NONLOSA’, PIPPO POTAMO, PIPPO della frutta del fortino, PIPPO INZAGHI, DEN HARROW, l’AGA KHAN, le sorelle LECCISO, CRISTIANO ed ASTUTILLO MALGIOGLIO, LUCIANO GAUCCI, PACO DE LUCIA, SALVO del GRANDE FRATELLO, SALVO POGLIESE, NINETTO D’AVOLI, JULIO IGLESIAS, PIERO BURGHER, FABIO CUCUZZA, TELLY SALAVAS, l’isp. CLOSEAU, REINA AFFARI, SASA’ SALVAGGIO, DUMBO in originale, JOE PESCI, NICOLETTA ORSOMANDO, l’ORSO SCURO, FRANKY CAPONNETTO, JIMMY IL FENOMENO, MARCO CARUSO, ENZO TRANTINO, SARA SIMEONI, FABIO CARESSA e BEPPE BERGOMI, ANDREA LODATO con la figlia, ORAZIO PROVINI, LUCA CILIBERTI, MARCO AIELLO, lo ZIO ARMANDO, GIUCAS CASELLA, SBIRULINO, CALIMERO, QUARTARONE TRASPORTI, JAMES SIAMESE, HENRY JOHN WOODCOCK, CICCIO FAMOSO, LESLIE NIELSEN.
Dietro le quinte, tuttavia, il duo Crispino-Messina ha in serbo una straripante sorpresa…Emulando il progetto di un noto imprenditore milanese, datosi alla politica in tempi esenti da sospetti, mettono su una competitiva squadra di calcio, richiamando in attività tutti gli ex giocatori della F.C. FRISPILAND, il fiore all’occhiello delle attività imprenditoriali di casa Crispino. Prego la regia di mandare in onda la diapositiva n. 3
Dall’intervista di Nino Bonaccorsi, allenatore della FRISPILAND nelle stagioni 1998-2001, andata in onda su “SFIDE”, Raitre, 24 maggio 2003:
- Mister Nino Bonaccorsi, lei è stato allenatore della F.C. FRISPILAND dal 1998 al 2001. Cosa ricorda di quella formazione?
- Prego…Pregoo. Allora iu e l’autri carusi da FRISPILAND, du granpugnu ri mangiapani a tradimento, praticamenti niscevumu ogni sira…
- Mister Bonaccorsi, se fosse possibile parlare in Italiano per favore, perchè non siamo di Telejonica!
- Prego. Pregooo. Dicevo. Io e i miei ragazzi della FRISPILAND, tutta gente perbene, tutta gente squisita che lavora e che non fa male a nessuno, a cui gli voglio bene veramente come a dei figli con il cuore, ce lo giuro…pregoo…avevamo deciso di non vederci mai più dentro un rettangolo di gioco dopo l’estate del 2001…
- Può raccontarci cosa successe?
- Niente…Ricordo benessimo che mi chiamò il nostro Presidente plenipotenziario, Fabrizio Crispino, il quale credeva molto in noi e mi disse che ci avesse iscritto …vabbè appoi i congiuntivi iggiustati cò montaggio…al leggendario torneo “36 ore”, presso le strutture del T.C. Umberto. Di quella formazione, di cui con una certa arroganza, mista ad un certo orgoglio che viene da dentro il cuore, mi vanto di essere stato allenatore, facevano parte genti illustre, genti per bene per dire: SALVATORE POGLIESE, detto TOTOGOL (oggi deputato regionale di A.N.), poi messo fuori rosa per scelta tecnica del mio vice MANUEL GIORDANO (perchè io al torneo non c’ero, che avevo un paio di nozze d’argento a Ramacca), ma che, cionostante, ebbe l’occasione di rompersi il crociato che ancora oggi non ha avuto tempo di operare per via di questa politica; MAURIZIO CIRCO, un bravo ragazzo che segnò un goal da BLOCKBUSTER, marcandosi l’intera squadra avversaria, ma poi rifiutatosi di esultare per la sua incredulità; DANILO DI GIACOMO, UCCIO RAPISARDA, un giocatore sul cui stile calcistico è stato detto tutto; PEPPINO BARBAGALLO, detto PEPPINO TOYOTA, perchè era il motore del centrocampo; appoi cu c’era?…Ah si..dautru…beddu chissu…tale VITO TRUFFA, il quale millantava di avere giocato in serie C1, a suo dire nell’ALBANOVA, ma che si ruppe al primo calcio del pallone; TONINO BORDIERI, rifiutatosi di giocare dopo la prima partita per papoline ai piedi, nonostante il MEDICO SOCIALE avesse sciolto una prognosi di 20 minuti; MATTIA SERPOTTA, lo stesso MANLIO MESSINA. Eppoi c’era il giocatore più forte in circolazione a Catania che era tale CICCIO RICCOBENE…Prego…Pregooo.
- Come finì quel torneo Mister?
- Niente. Praticamente e orgogliosamente posso dire che siamo usciti ai quarti di finale!
- Mister si vociferò, tuttavia, che voi andaste avanti grazie…diciamo…si ecco…ad un ricorso…
- Beh…Si..Prego…Pregooo. In effetti presentammo un ricorso…se lo vogliamo chiamare così, con una certa orgogliosità di volere rispettare le regole del calcio, perchè non ci sembrava giusto va…noi le cose le dobbiamo tirare fuori da dentro…da qua dentro signorina.
- Che cosa non vi sembrava giusto Mister, scusi?
- Che cosa? Che cosa? Lo sapevano tutti, macari du rumenu di FLORIN. Praticamente c’era un giocatore della squadra avversaria che giocò con un paio d scarpette con 34 tacchetti, anzichè 29, come impongono le norme federali…Noi abbiamo fatto il ricorso all’organizzatore MARCO VINCI, persona di suo tra l’altro squisita, con cui abbiamo organizzato serate per una vita…prego…pregooo. E l’abbiamo vinto…E siamo andati avanti...Così“.
Avete sentito Nino Bonaccorsi, amico di vecchia data di Fabrizio Crispino…Con le sue parole torniamo a Torremacauda…quattro anni dopo. Crispino e Messina sono di nuovo insieme…sono andati in giro per Catania, come i BLUES BROTHERS, per rimettere su tutta la banda: e dalle ceneri della F.C. FRISPILAND risorge la GIOVANEALLEANZESE (potreste ancora trovarla tra le formazioni di PRO EVOLUTION SOCCER 05, se avete la Playstation modificata). Prego la regia di mandare in onda la diapositiva n. 4
Da sinistra: D. DI GIACOMO (portiere); F. CRISPINO (patron); U. RAPISARDA (bomber); M. CIRCO (assistente bomber, vitellozzo); M. MESSINA (fantaman); M. SERPOTTA (difensore dai piedi buoni); M. CARUSO (centrocampista metodico e metodista).
Dal verbale di Sommarie Informazioni di ANNA PAOLILLO, rese ai Carabinieri di Enna, l’1 giugno 2005:
“A.D.R. Confermo di conoscere Fabrizio Crispino sin da piccola. Lo conosco perchè veniva a scuola mia, a rivenderci le cipolline che aveva comprato 10 minuti prima da Nocito di Via V. Giuffrida, a 500 lire superchio.
A.D.R. Ricordo che a Torremacauda la follia era costituzionalizzata. Ricordo anche che Fabrizio era in grandissima forma, anche se lui è sempre stato uno di quelli che non si regola. Onestamente io lo vedevo tranquillo, anche se mi ripeteva continuamente che dovevamo ”fare e sfare il mondo a carte di 10 euro”. Non so riferire il significato di quella frase, ma me lo diceva seriamente.
A.D.R. Conosco la persona che mi state facendo adesso vedere nella foto segnaletica. Si chiama Manlio Messina. Confermo che Crispino credeva molto nel progetto politico di Manlio Messina.
A.D.R. Ho scattato io la foto che mi state facendo vedere adesso. Ci trovavamo a Torremacauda, davanti alla stanza di Mattia Serpotta. I ragazzi volevano una foto davanti al BAR MESSINA, il Bar che simpaticamente Mattia montò all’interno della sua stanza, per la gioia dell’allora fidanzata Paola.
A.D.R. Non ricordo se all’epoca dei fatti Serpotta avesse la licenza per la somministrazione degli alcoolici.
A.D.R. Riconosco nella foto, l’Avv. G. ROMANO, l’imprenditore O. SCALETTA, l’ avv. M. SERPOTTA, una bottiglia di VERDELLO e una di RUM, non so precisare se marca PAMPERO, il dr. M. CIRCO, l’avv. M. CARUSO, il Presidente F. CRISPINO, l’avv. C. DI MAURO, l’avv. C. CHILLEMI, l’avv. C. MILAZZO, il venditore M. PANEBIANCO, l’agente di commercio M. LA PORTA.
A.D.R. Riconosco anche la foto che mi state mostrando. Si tratta di una foto scattata in piscina, sempre a Torremacuda. Fabrizio Crispino aveva fatto stampare delle magliette recanti l’effigie “ABEMUS PAPAM MANLIO MESSINA” o “IO VOTO MANLIO MESSINA” e, per Manlio, “IO SONO MANLIO MESSINA“.
A.D.R. Non conosco personalmente la persona che mi state indicando adesso, ma confermo che si chiama STEPHEN DI STEFANO. Ricordo, in particolare, che era costretto a mettersi all’uscita del ristorante del villaggio come “parainsulti”, perchè la gente, dopo aver finito di mangiare, aveva bisogno di sfogarsi con gli organizzatori, perchè si sentivano truffati. Conosco ALESSIO SPATARO di fama. Dovrebbe essere l’ultimo a destra, ma non ho buoni rapporti con lui, perchè una volta mi ha offerto un caffè e il giorno dopo pretendeva che gli ritornassi un euro”.
…Rieccoci un studio…Lo avete sentito dalla testimonianza chiave di Anna Paolillo: “a Torremacauda la follia era costituzionalizzata” e Fabrizio Crispino è “uno che non si regola“. Sentite, invece, cosa ha detto uno dei cabarattisti dei CAROVANA STRAMBA, il gruppo comico PALERMITANO che si esibì la prima sera al villaggio:
“Come scordare quei giorni infernali del 2005…Eravamo stati contattati da un certo MARCO AIELLO, di Catania. Ci disse che cercava degli artisti emergenti per una serata in un villaggio turistico. Mah…quella sera mi ricordo che si presentò questo gruppo di catanesi. Noi, onestamente, eravamo preparati al peggio, vista la rivalità con noi palermitani, ma questi il peggio non sapevano neanche dove si trovasse, erano davvero assurdi. Io, devo confessare che non mi presentai felicemente, perchè come prima cosa dissi: AH SIETE DI CATANIA? IL CATANIA E’ IN SERIE B? PECCATO, NOI DEL PALERMO SIAMO IN SERIE A. Però, anche loro, non solo non ridevano alle nostre battute, ma facevano pure le loro. Ricordo che c’era un ragazzo brizzolato, sui 30 anni, che nei momenti di silenzio, su alzata di mano di uno dei suoi amici, faceva delle risate grasse, ma sa quelle risate grasse che si capisce che sono finte: e tutti i suoi amici appresso a stargli dietro. E poi, e poi c’era quest’uomo tarchiato. Ho ancora l’immagine fissa dei suoi occhiali esagonali che mi guardano idealmente…questo ci ha massacrato per tutta la sera. Appena è entrato il mio collega, che ha fatto una battuta…ora non ricordo…credo fosse qualcosa come il colmo per gli ortofrutticoli o giu di lì…questo si parte dall’ultima fila e, con voce arrogante e sprezzante, fa “SI VABEEE’”, come a dire che la battuta era troppo spinta. Eppoi ricordo ancora la faccia schifata delle ragazze di questi catanesi…che certamente non approvavano il loro modo di fare. Pensi che non ha potuto nulla neanche il nostro impresario Marco Aiello, che gli faceva segno di smetterla. Comunque noi quella sera ne siamo usciti distrutti e abbiamo deciso di scioglierci…Dottore, mi dica, è grave?” (Taccuino del prof. Raffaele Morelli, psichiatra e psicanalista).
Ed ancora sentite il famoso comico DARIO VERGASSOLA, in un passo della deposizione testimoniale resa al P.M. H.J. WOODCOCK, il 26 giugno 2005:
“Signor Giudice, beh, cazzo, ero giù in Sicilia a fare uno spettacolo…Tutto ero andato benissimo…I ragazzi avevano riso tutto la sera con le mie solite menate…Dopo, sono sceso giù nella hall dell’albergo per fare 4 chiacchere con qualche bella siciliana, non è che mi posso sempre far le pippe…Ad un certo punto si avvicina quest’uomo con gli occhiali esagonali, con una faccia indemoniata…Guardi sembrava spiritato. E mi gridava, quasi schifato, in faccia…DARIO VERGASSOLA SANTO SUBITO…DARIO VERGASSOLA SANTO SUBITO. E nel frattempo cercava di prendermi per le caviglie, come a volermi portare in trionfo…mi voleva far fare la…la…la…cazzo non mi viene in mente la parola…la…la CANDEROLA…no…la CANDELORA COME POGLIESE…mi disse…Io mi sono cagato addosso uè…E tutti gli amici di questo qui che ridevano, ma gli dicevano che si doveva dare una calmata e lui imperterrito…E ALLORA FACCIAMOLO ALMENO PAPA…Io mi sono fottuto di paura giudice…mi son detto cazzo…vuoi vedere che questo mi prende e mi butta in piscina solo per far ridere gli amici…“.
…Questo è lo scenario degradante in cui si sta vivendo a Torremacauda. Torremacauda è diventata una zona franca, una zona a sovranità limitata…Si racconta, persino, che l’euro fosse stato temporaneamente messo fuori corso, sostituito in tutto il villaggio dai MESSINI, i piccoli santini fatti stampare da Manlio Messina per le elezioni comunali. In quei giorni, alla borsa di Tokyo, il MESSINO fu dato al cambio per due dollari e 47 cents.
Ma non è questa l’unica cosa strana di quei giorni…Ne successero molte altre, a cominciare dal mantenimento dell’ordine pubblico, palesemente sfuggito alle Autorità locali di pubblica sicureza, più volte esortate dal Prefetto di Trapani ad installare dei tornelli all’entrata della stanza di Fabrizio Crispino.
Questa la relazione di servizio dei Carabinieri della Compagnia di Sciacca:
“In data 29 aprile 2005, alle ore 22.00, su segnalazione della ns. Centrale Operativa, noi sottoscritti App.to scelto LO CERTO GIOVANNI e Vice brig. SCAMORZA LUIGI, ci portavamo in località SCIACCA, presso il villagio turistico Torremacauda e ivi raccoglievamo denuncia orale sporta dal direttore della predetta struttura, il quale segnalava che presso la stanza n. 307, occupata da tali CRISPINO FABRIZIO, LA PORTA MARIO e PANEBIANCO MASSIMO, ignoti si erano introdotti furtivamente, procedendo ad improvvisa devastazione delle mobilie presenti. Al nostro arrivo nel luogo del delitto, la porta di ingresso non presentava segni di effrazione, ma al suo interno la situazione era di palese distruzione: in particolare, si rilevavano manifesti elettorali di un sedicente MANLIO MESSINA attaccati nei muri, verosimilmente con sputi o quant’altro, materassi al di fuori della loro sede naturale, una tenda staccata dal cordolo, un cappello modello pampero per terra, vestiti in ogni dove, e una situazione di pressocchè generale confusione. Si procedeva, pertanto, ad eseguire gli opportuni rilievi fotografici, che si allegano al presente verbale...
Sul posto constatavamo la presenza, oltre degli intestatari della camera, di tali CIRCO MAURIZIO, SERPOTTA MATTIA e CHILLEMI CRISTIAN, tutti in atti successivamente identificati. Gli stessi venivano immediatamente escussi e asserivano che il responsabile dell’accaduto doveva individuarsi in tale RAPISARDA ALFIO, detto UCCIO RAPISARDA, il quale, a loro dire entrato senza parola proferire all’interno della predetta stanza, mosso da irrefrenabile, instancabile, inspiegabile foga e rabbia, procedeva all’immediata demolizione delle strutture inventariate della predetta, nel silenzio e nell’indifferenza generale, allontanandosi immediatamente dopo, continuando a non profferire parola alcuna.
Si segnala, infine, che i nominati in oggetto, disinteressandosi della presenza di noi Carabinieri, irridevano il personale della nostra volante incaricato di procedere ai rilievi fotografici, inserendosi, anzi alterando la scena del predetto delitto, con fare altezzoso ed evidentemente oltraggioso delle nostre funzioni in pieno svolgimento”.
…I fatti che vi abbiamo mostrato parlano chiaramente…A Torremacauda ci furono pesanti minacce da parte di Uccio Rapisarda contro la persona di Fabrizio Crispino…Fatti gravi, fatti diffamanti e gravemente lesivi della residua persona dello stesso…
Chi è questo Uccio Rapisarda? Quale rancore serbava nei confornti di Crispino? Perchè tanta rabbia? Quale passato si nascondeva dietro questo burrascoso gesto? Bisogna tornare indietro, a quando Uccio Rapisarda conobbe Fabrizio Crispino. Entrambi, infatti, avevano in comune la passione della musica. L’amore di Crispino era nato nelle sale della Confindustria etnea, dove egli conobbe il Comm. ORAZIO ZACCA’, famoso baritono etneo, costretto ad incidere audiocassette in alluminio da regalare ai migliori acquirenti del suo negozio o a comprare spazi televisivi nell’emittente locale “ANTENNA UNO LENTINI”, con uno share dello 0,008%. Il commendatore Zaccà presenta a Crispino un parcheggiatore abusivo della via Enrico Pantano, che spesso gli faceva da chansonnier nei suoi negozi durante il periodo dei saldi invernali: è Uccio Rapisarda, in arte UCCIO APICELLA. Fabrizio lo prende subito a cuore e Uccio diventa il suo braccio destro, spesso accompagnandolo nelle serenate che l’imprenditore catanese organizza per allietare le serate degli amici. Prego la regia di mandare in onda la diapositiva n. 5
…Ben presto l’idillio tra i due si rompe…Fabrizio non si fida più di quel ragazzo…I due vengono alle mani per colpa di una quota di 20 euro, non versata da Uccio, relativa ad una serata al BELLATRIX…Lo dimostra questa fotografia, scattata da un satellite sopra Vaccarizzo, che noi abbiamo zoomato con i macchinari del “moviolone” del processo di BISCARDI, lasciati dal giornalista a LA 7 prima di cercare nuovi stimoli a TELELOMBARDIA.
Che sia dietro questa improvvisa rottura la causa dell’oltraggio pubblico rivolto da Rapisarda nei confronti di Crispino? Che sia dietro quasto rapporto oscuro, la causa della scomparsa di Crispino?
Eppure Crispino, dopo la devastazione della sua stanza, prosegue la vacanza in assoluta serenità, può ancora contare sul sodalizio con Serpotta e Messina. Tanto che, per dimostrare la sua potenza, chiama a raccolta tutti gli abitanti del villaggio.
Dal verbale di sommarie informazioni di PANEBIANCO MASSIMILIANO, rese alla Questura di Enna, l’1 maggio 2005:
“A.D.R. Ricordo che Crispino andava in giro con un megafono a gridare a chiunque di venire nella stanza n. 307, perchè voleva superare un certo record. Io, sinceramente, non ero così entusiasta di accogliere un intero villagio dentro la stanza in cui dovevo dormire, ma cercai di non curarmene, perchè comunque la gente non sembrava prendere molto sul serio il tentativo di Fabrizio. Poi ci si misero di mezzo anche Mattia Serpotta e quel rinale di Maurizio Circo e la cosa iniziò a deteriorare, perchè la gente effettivamente iniziò a venire in massa e con entusiasmo. Io ero visibilmente incredulo, perchè effettivamente accorsero più di cento persone e tutte insieme entrarono dentro la nostra stanza, peraltro già in discutibili condizioni…
A.D.R. Riconosco le foto che mi state mostrando. Crispino non lo vedete ritratto perchè, verosimilmente, si era messo all’entrata della stanza per controllare che effettivamente nessuno sfuggisse fin quando non ci fossero state almeno 100 persone dentro. Ricordo, in particolare, che la gente usciva dalle finestre, perchè si soffocava dal caldo lì dentro, ma lui la costringeva a rientrare.
A.D.R. Ricordo la presenza di un notaio, tale ANDREA TANASI, nominato tale da Crispino nonostante non fosse ancora laureato. Ciononostante, probabilmente si registrarono parecchi brogli, in quanto Crispino ebbe a contare una stessa persona almeno tre volte… Anzi preciso che mentre contava passò da 60 a 85 nell’indifferenza generale.
A.D.R. Per quel che ne so io, avendo effettuato anche degli studi in materia, mi risulta che quel giorno fu superato il “record di persone dentro una stanza d’albergo”, che era di 99 persone ed era precedentemente detenuto, su scala mondiale, dall’HOTEL BELLAVISTA di Buenos Aires. Posso citare a conferma di quanto dico il libro ”GUINNES DEI PRIMATI, ALTRO CHE BIRRA”, ed. HEINEKEN 2006″.
Dal verbale di sommarie informazioni di CLAUDIO MILAZZO, rese alla Guardia di Finanza di Trapani, il 2 giugno 2005:
“A.D.R. Ricordo che Fabrizio era entusiasta di questo record e continuava a sbattere la mano destra nella porta del bagno, ripetendo a voce di testa che il direttore del villaggio avrebbe dovuto mettere una targa all’entrata della stanza n. 307 con su scritto: IN QUESTA STANZA DORMI’ FABRIZIO CRISPINO ED IN SEGUITO VI ENTRARONO ANCHE ALTRE CENTO PERSONE.
A.D.R. Confermo quanto emerge dai tabulati telefonici che mi state mostrando. Io stesso vidi chiamare Crispino almeno tre volte la reception all’1 di notte ed insistere con il direttore affinchè, dal giorno successivo, la stanza n. 307 fosse ritirata dal villaggio turistico. Ricordo le parole testuali: VOI DOVETE RITIRARE QUESTA STANZA COME IL MILAN HA FATTO CON LA MAGLIA N. 6 DI FRANCO BARESI.
A.D.R. Questa inchiesta è una montatura politica”.
…Fabrizio Crispino è ormai un fiume in piena incontrollabile…Fermarlo sarebbe stato un crimine…E Mattia Serpotta lo sa…Fabrizio deve essere portato in trionfo. Così parlano gli ARCHIVI DELL’ISTITUTO LUCE:
“Dinanzi ad’una platea astante di popolo sicano, per l’occasione dispostasi ad arco nelle piscine auree di Torremacauda, nella più rigida osservanza dei cerimoniali ausburgici, con il sangue e l’orgoglio delle milizie presenti, si decreta solennemente la secessione dalle terre italiche del nord e si proclama con furore la costituzione del Primo Impero Crispiniano. Rigidi preparativi presagiscono finali trionfali.
Una pala di ficodindia, nata dai venti e dalle pioggie delle vergini isole siciliane, viene incisa con virile forza del camerlengo, con un coltello asportato dal ristorante locale. Essa reca la dicitura: FABRIZIO CAESAR AUGUSTUS.
Il manico di una scopa rinvenuta nei magazzini antistanti la piscina, viene corposamente forgiato e trasformato in un prezioso scettro, dopo essere stato infilzato da un rotolo di cartaigienica, altrimenti destinato alla pulizia di vigorosi culi cataniensi.
La tenda della stanza dell’imperaturo Crispino, già corrotta dalla rabbia del nemico Rapisarda, viene purificata nei mari mediterranei, che in tempi immemori videro sgorgare il sangue di popoli virgulti nella strenua difesa delle patrie terre, ed infine essiccata sotto i raggi cocenti del sole ammaliante delle isole borboniche, così assumendo le vesti di mantello.
Da un arbusto posteriore alla stanza n. 314 vengono ricavate due palme sagomate fungenti da ventagli giganti per rinfrescare le fulgide membra dell’imperaturo.
Dalle carte non igieniche del Corriere della sera del 30 aprile 2005, che tante parole videro scritte da penne libere inneggianti alle politiche governative nostrane, viene costruita una corona imperiale intarsiata dai preziosi santini adesivi raffiguranti l’effigie del candidato Manlio Messina.
Superate le iniziali difficoltà riscontrate nell’impavido ed eroico imperaturo, viene creata una galleria umana ed è tutto pronto per l’inizio della procedura di conferimento dei poteri temporali …”.
FASE 1. “Disposizione ad arco e formazione di una galleria umana“. CURATORE DELLA FASE, il camerlengo MATTIA SERPOTTA
FASE 2. “Consegna dello scettro e proclamazione in tono solenne“. CURATORI DELLA FASE, l’avv. CRISTIAN CHILLEMI, che consegna lo scettro aureo, ed il camerlengo MATTIA SERPOTTA, il quale pronuncia le parole rituali:
“Annuntio vobis gaudium magnum: habemus imperatorem. Eminentissimum Dominum FABRIZIO CRISPINO, qui sibi nomen imposuit: FABRIZIO EUKANUBA QUARTODICESIMO, ZONA INDUSTRIALEM IMPERATOR”
FASE 3. “Consegna del mantello“. CURATORE DELLA FASE, dr. CLAUDIO MILAZZO.
FASE 4. “Incoronazione ad efficacia costitutiva, con meticolosità certosina e rispetto solenne“. CURATORE DELLA FASE, il dr. MAURIZIO CIRCO
30 APRILE 2005
PER CHI C’ERA,
PER CHI NON C’ERA,
PER CHI NON C’ERA PUR ESSENDOCI
“Ad incoronazione avvenuta Fabrizio Crispino non si regolò più. Io ho davanti a me l’immagine lucida di un uomo che si autoconvince di poter camminare sulle acque. C’è qualcuno che dice ancora di averlo visto fare almeno un passo prima di sprofondare dentro la piscina di Torremacauda, la cui temperatura era pari, se non ricordo male, a quella del Tamigi a metà febbraio. Io sinceramente non posso affermarlo con certezza, ma posso confermare che sia dal modo in cui si è diretto verso la piscina, sia dal movimento compiuto dalle gambe prima di entrare nella stessa, sia dall’espressione facciale chiaramente rivolta verso il cielo, tutto lasciava trasparire la netta convinzione di Fabrizio di poter camminare sulle acque” (GIGIONE NAPOLETANO – Oracoli & Miracoli, ed. Mondadori 2006, € 9).
…Le mattonelle della piscina di Torremacauda riecheggiano ancora le prime parole da imperatore di Fabrizio Crispino: “ORA CHE SONO IMPERATORE VADO A LASCIARE LE MIE PRIME RELIQUIE“…Subito dopo, Crispino è stato visto allontanarsi di fretta e chiudersi in bagno…Il mattino seguente è Domenica e l’eccesso tocca la sua vetta: l’Imperatore riassume platealmente in sè il POTERE TEMPORALE e quello SPIRITUALE e decide di recitare il suo primo ed ultimo ANGELUS DOMENICALE, benedicendo la folla astante…
…Quello che vi abbiamo raccontato è FABRIZIO CRISPINO. Come MINA, come LUCIO BATTISTI, il 1 maggio 2005 quest’uomo, giunto all’apice del suo successo e del suo eccesso, ha deciso di ritirarsi dalla scena pubblica, lasciando un vuoto incolmabile tra i suo amici…
… Prego la regia di mandare in onda le interviste realizzate, dal nostro inviato, con alcuni testimoni diretti…
L’inconoratore Dr. Maurizio Circo
Le rivelazioni choc di un testimone rimasto anonimo
Lo stalliere Mario La Porta
I proprietari del Moucharabia: Dr. Manlio Messina, Dr. Alfio Rapisarda, Dr. Antonino Bonaccorsi
L’avvocato patrocinante presso lo Stato del Vaticano, Marco Caruso
L’avvocato terreno di Fabrizio Crispino, C. C.
Il cortometraggio Ricordiamolo così, proiettato alla Biennale di Venezia, l’1 maggio 2006, ad un anno esatto dalla nascita dell’impero crispiniano
Corre l’obbligo di precisare che, per tutti i fatti sopra narrati, pende ad oggi un processo penale presso il Tribunale di Torremacauda. Qui di seguito riportiamo integralmente la RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO della Procura della Repubblica.
Ma come in un libro giallo che si rispetti…il colpo di scena è all’ultima pagina…
Signore e signori, dopo due anni di silenzio, FABRIZIO CRISPINO appare per la prima volta in pubblico in questa sensazionale intervista, rilasciata in esclusiva ai nostri microfoni…












































